D.Lgs. n. 192/2012: la disciplina delle transazioni commerciali concluse dal 1° gennaio 2013

Il decreto legislativo in commento – che recepisce la direttiva Ue 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese e tra Pubbliche Amministrazioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 novembre 2012 – ha dato attuazione alla delega conferita al Governo con l’articolo 10 della legge n. 180 del 2011 (Statuto delle imprese).

Con tale nuova normativa, che stabilisce rigorosi termini per la decorrenza degli interessi moratori nelle transazioni commerciali, il nostro Paese è così tra i primi membri comunitari a dare attuazione alla suddetta direttiva europea.

Si tratta di un intervento legislativo di particolare importanza, anche perché viene a sommarsi ad altre recenti misure adottate dal Governo – quali, ad esempio, la piattaforma elettronica messa a disposizione dal MEF per la certificazione dei crediti, predisposta ai sensi dei decreti ministeriali del 22 maggio 2012 e del 25 giugno 2012 – che rispondono al chiaro intento di cercare di aumentare la liquidità del sistema produttivo, agevolando i creditori dello Stato nell’attuale congiuntura economica.

Pur apparendo pertanto apprezzabili gli intendimenti della nuova normativa, la stessa potrebbe peraltro, nella prassi operativa, non risultare efficace nel raggiungimento del suo obiettivo.

Ciò in considerazione delle note lunghe tempistiche processuali per l’esecuzione ai danni della Pubblica Amministrazione.

Si consideri inoltre il peculiare sistema di garanzie poste a tutela della P.A., quali il decorso del termine dilatorio dei 120 giorni, previsto come condizione di efficacia del titolo esecutivo e di procedibilità dell’esecuzione, che ha superato più volte il vaglio di costituzionalità (vd. Corte Cost. 142/1998, 463/1998, 343/2006). Come noto, durante il termine non può pertanto essere notificato l’atto di precetto, pena la sua nullità (art. 44, co. 3 D.L. 30/9/2003, n. 269, conv. Legge 24/11/2003, n. 326): il termine dei 120 giorni, sommato a quello dei 10 giorni previsto dall’art. 480 c.p.c., fa sì che l’esecuzione non possa iniziare prima di 130 giorno dalla notifica del titolo esecutivo (in realtà di più, dovendosi infatti aggiungere il tempo necessario per la notificazione del precetto). Fermo restando il fatto che l’esecuzione per espropriazione è comunque limitata ai crediti ed alle somme di denaro non destinate a pubblici servizi.

Venendo ora ad una analisi degli aspettavi più significativi della normativa

In particolare, per i contratti conclusi dal 1.01.2013, di norma i termini di pagamento sono fissati in 30 giorni, che non possono comunque superare i 60 giorni, consentiti solo in casi eccezionali

Per continuare a leggere clicca qui.

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>